GIARDINO DEI FRUTTI DIMENTICATI
I prodotti delle piante da frutto domestiche o spontanee che un tempo crescevano vicino alle case coloniche, nei campi o nei boschi, erano destinati, quasi esclusivamente, al consumo domestico o al piccolo mercato locale così che erano un tutt’uno con la cultura, la mentalità e i modi di vita della popolazione contadina del passato, condividendone anche la repentina scomparsa.
Agriturismo 3 re ha deciso di riproporre al pubblico questi sapori che richiamano al passato, per questo motivo è nato il magico giardino dei frutti dimenticati.
Di seguito potete leggere le schede tecniche in cui vengono chiarite le proprietà e caratteristiche di queste incredibili coltivazioni.
|

|
MELA LIMONCELLA:
Vecchia cultivar dell'italia meridionale albero vigoroso a portamento assurgente, lenta messa a frutto. La produttività dalla pianta è elevata e costante. Frutto piccolo, buccia di medio spessore, giallo-verdastra, polpa bianca compatta molto zuccherina e aromatica. Raccolta dalla terza decade di settembre alla seconda decade di ottobre.
|
|

|
PERA COCOMERINA:
Pianta rustica, il nome "cocomerina" si riferisce alla polpa che, nel raccolto tardivo, assume un intenso colore rosso che ricorda il cocomero. Il raccolto matura in tardo Agosto. Data la particolare aromaticità e la fragilità del frutto, che ne rende difficile la commercializzazione, la pera cocomerina si presta molto bene alla trasformazione in marmellate o alla conservazione in sciroppo. Pianta dall'origine sconosciuta, ritrovata nell'alta valle del Savio in provincia di Forlì - Cesena
|
|

|
BROCCOLINA:
Varietà tipica della collina romagnola, frutto simile alla pera volpina ma con forma a fiaschetto e più grossa La polpa del frutto è di color crema compatto e solitamente viene utilizzata per la cottura. Origine della pianta sconosciuta
|
 |
PERA VOLPINA:
Vecchia cultivar di origine italiana. Albero di media vigoria e produttività elevata. Il frutto, maliforme, è di pezzatura piccola. Il colore della buccia è verde-bronzea, la polpa bianca di elevata consistenza e sapore. Ottima per cuocere si raccoglie generalmente nella prima settimana di Ottobre.
|
 |
PERA CEDRATA ROMANA:
La pera da un punto di vista nutrizionale è un armonico complesso di sostanze nutrienti. E' ricca di zuccheri naturali e semplici, specialmente di fruttosio, ma ideale per la dieta poichè l'apporto calorico è di circa 100 cal. E' consigliata anche ai diabetici o a chi vuole limitare l'apporto calorico senza rinunciare al sapore del frutto. E' ricca di fibra e contribuisce a limitare il livello di zucchero nel sangue. Altro elemento rinvenibile nella pera è il potassio: circa 210mg in una pera di medie dimensioni, molto importante per facilitare la contrazione muscolare. Contiene infine la vitamina C, la vitamina antiossidante che regola il metabolismo cellulare e la ricostruzione dei tessuti, previene i danni da radicali liberi, mantiene la pelle giovane e levigata ed aumenta le difese immunitarie contro le più comuni infezzioni.
|
 |
RENETTA DEL CANADA:
Pianta vigorosa, caratterizzata da produttività medio-elevata e lenta entrata in produzione, se consumata cotta è insuperabile (indispensabile per la produzione dello strudel di mele) ed è anche fra le migliori varietà per ottenere succhi e distillati. La raccolta avviene generalmente la seconda decade di aprile. Utilizzo: consumo fresco, cottura, succhi e distillati origine della pianta incerta.
|
 |
PERE PYRUS famiglia rosaceae subfarm maloideae
Sono alberetti o arbusti spinosi o inermi, decidui, con foglie semplici a margine dentato o serrato (a volte quasi intero) I fiori sono portati in corimbi ed hanno 15-20-30 stami. Il frutto è un pomo carnoso, succolento, ricco di scleridi (cellule di forma diversa con pareti cellulari fortemente lignificate, poste isolate o in piccoli gruppi all'interno di diversi frutti es. cellule petrose).
|
 |
PERA MARTIN SECCO:
L'origine è molto incerta e antica. Secondo alcuni autori parrebbe provenire dallo champagne, secondo altri dalle alpi piemontesi, precisamente alpi cozie e alpi marittime e, sicuramente, dal territorio della provincia di Cuneo, nel quale la sua presenza risale a tempi remoti ed è stata documentata da numerosi studi storici locali. In francia la varietà risultava coltivata nel XVI secolo essendo già menzionata da C. Estienne nel 1530. Le per Martin Secco, insieme alle Martione, Martin Dobi (Martin Doppio) e Supertino sono ottime varietà, considerate a livello nazionale ed europeo le migliori alla cottura. La buccia è fine, sottile e rugginosa di colore giallastro-chiaro, sfumata di rosso alla insolazione, ricoperta di numerose lenticelle grigie. La polpa è giallastra, semifine, granulosa e zuccherosa, poco succosa ma molto aromatica. I frutti maturano dalla fine di dicembre al mese di marzo e si conservano abbastanza bene anche in ambiente naturale. La pera Martin è considerata la migliore in assoluto fra tutte le pere che presentano la predisposizione alla cottura.
|
 |
SUSINA REGINA CLAUDIA BLU:
Varietà molto vecchia, con albero vigoroso. Ottima da consumare fresca ma anche destinata a confetture, dolci, liquori o piatti del territorio. Il frutto fresco presenta una buona quantità di zuccheri (oltre il 10%) vitamine, in particolare A e B, oligoelementi, soprattutto potassio (190mg/100grammi) e calcio (circa 13mg). Il valore energetico è di 42 kcal. Le prugne hanno una attività blandamente lassativa e di regolazione dell'apparato gastrointestinale.
|
 |
SUSINA REGINA CLAUDIA VERDE:
Regina Claudia verde è una varietà antica, rustica, conosciuta ed apprezzata dagli amatori per le sue qualità gustative. Presenta frutti rotondeggianti dalle elevate caratteristiche gustative. Le dimensioni sono medie, la buccia è verde, la polpa è di colore giallo verdastro, succosa, spicca a maturità. Di origine medio-orientale.
|
 |
NESPOLO COMUNE:
il nespolo è una pianta molto fertile, il frutto è un falso frutto dato dall'ingrossamento del ricettacolo attorno ai frutti veri e propri. Le nespole hanno forma riconoscibilissima, tondeggiante. Il peduncolo è corto con un ampia depressione apicale coronata da residui del calice ed una buccia resistente che, per grana, colore e consistenza, ricorda il cuoio. Le nespole, per alto contenuto in tannini, non possono essere consumate alla raccolta e necessitano di ammezzimento. In seguito all' ammezzimento la polpa diventa bruna, molle, zuccherina, di consistenza pastosa, leggermente acidula e gradevole. Consumo fresco, trasformazione (marmellate, gelatine, salse e produzione di bevande alcoliche, quali brandy, liquori, schnaps) sono gli utilizzi più comuni di questo frutto. La pianta è probabilmente originaria dell'area caucasica.
|
 |
J.H.HALE:
JH HALE presenta frutti di grosse dimensioni e buone caratteristiche gustative, è adatta alla conservazione in vaso e si raccoglie nella seconda decade di Agosto. Il suo consumo è generalmente legato alla produzione di conserve o consumato come frutto fresco. La pianta è originaria degli stati uniti.
|
 |
BUCO INCAVATO:
Il buco incavato presenta frutti medio-grossi (circa 200gr) di forma irregolare.
La buccia giallo chiaro con sovracolore rosso porpora è mediamente spessa. La polpa è bianca, soda, di ottime caratteristiche gustative. Buco incavato è dotata anche di un buon profumo. Il suo utilizzo è generalmente associato al consumo fresco del frutto. L'origine più probabile è Italiana e nello specifico dell'area emiliano-romagnola / Veneto
|
 |
MORA DI GELSO:
Tutti hanno assaggiato, almeno una volta, le more di rovo. Quanti conoscono invece quella di gelso? pochi, perchè i gelsi, un tempo molto diffusi per l'allevamento dei bachi da seta, sono ora quasi scomparsi dalle nostre campagne: riscopriamoli e gustiamone i frutti. Di mora di gelso esistono due tipologie: Gelsi bianchi (morus alba) e gelsi neri (morus nigra). Quelli bianchi, provenienti dall'estremo oriente (cina, giappone, tailandia, malesia), si diffusero in europa soprattutto per via della produzione di seta; le sue foglie costituivano infatti il cibo prediletto ed esclusivo dei bachi. Il gelso nero, invece, ha come zona d'origine il medio oriente: persia, turchia e arabia. Già i romani ne conoscevano i frutti che erano apprezzati non solo da Ovidio, ma anche da Plinio il vecchio. Il gelso, oltre a produrre more, è una pianta molto bella che può essere utilizzata a scopo ornamentale. I frutti del gelso vengono consumati preferibilmente freschi, soprattutto per esaltarne il gusto e il colore delle macedonie. Inoltre i frutti possono essere utilizzati anche per preparare sciroppi, gelatine, marmellate, sorbetti, dolci e grappe.
|
|